Tra studenti colombiani in Italia e interviste via facebook.
Convinci altri tre a votare e domenica la Colombia può cambiare: Mockus, l'onda verde, l'onestà, l'educazione. Dilagano su Facebook, fino all'ultimo non si arrendono, nonostante il pessimo risultato del primo turno, nonostante il soverchiante potere clientelare che sostiene il ministro della difesa Santos, il delfino di Uribe che non può candidarsi per la terza volta. Tenaci, stoici, ma soprattutto entusiasti: sono gli studenti la rivelazione di queste presidenziali colombiane. E' un fenomeno di politicizzazione freschissimo, che si avverte anche in Italia, tra i numerosi studenti colombiani qui presenti per borse di studio o programmi di scambio. Per caso, sul treno Torino Milano, ho conosciuto lo studente di “disegno grafico” (qui in Italia si dice “alla gringa” design) Felipe Ospina, proprio mentre stavo leggendo qualcosa sull'ex sindaco di Bogotà di origine lituana Antanas Mockus, sostenuto dal Partito Verde, che a maggio era a tratti in testa ai sondaggi. Felipe, 24 anni, la volta scorsa non aveva votato, non si interessava di politica. Questa volta partecipa caldamente a distanza, collegandosi tutti i giorni con amici e familiari via internet. Perchè tutto questo interesse per Mockus? “ Perche lui punta sulla educazione, non sulla guerra (alle Farc, ndr). Credo che siamo stanchi dalla guerra e di ascoltare nelle notizie bugie. Dicono che tutto sta migliorando quando ogni giorno vediamo più e più casi conosciuti di gente che è rimasta senza lavoro o la rubano o la amazzano”. Felipe non si definirebbe di sinistra o di destra ma insiste sul fatto che Uribe ha spostato sull'intervento militare le risorse che dovrebbero andare alla scuola ai servizi sociali alla sanità. E che Mockus farebbe il contrario, creando le condizioni per chiudere davvero l'epoca della guerriglia e anche per far diventare la Colombia un paese nel quale voler restare, mentre adesso Felipe preferirebbe trovar lavoro in Europa. In Colombia al primo turno Santos ha superato il 46% e Mockus solo il 23 (comunque al secondo posto, e quindi in ballottaggio) ma tra chi ha votato ai consolati di Roma e Milano, e in genere in Europa, ha prevalso Mockus. Ci sono vere e proprie attività sociali. Andres Mauricio Castrillon, studente del Politecnico di Torino, ha organizzato una biciclettata “Onda verde colombiana” sulle rive dell'Adda, con bandiere per Mockus, a cui hanno partecipato una dozzina di giovani connazionali. La scelta ecologica sta dentro la storia del professore di origine lituana fin dalle limitazioni del traffico privato imposte come sindaco a Bogotà, ma la cifra “verde” non è quella principale e il colore è quello della speranza più che dell'ambientalismo. Attraverso Facebook entro in contatto con gli amici di Felipe Ospina che stanno in Colombia.
Gloria Pineda Moncada studia Diseño Gráfico in Colombia e vive a Palmira, nei pressi di Cali. Da quasi quattro settimane ormai, non va mai in giro senza indossare una maglietta verde coi simboli per Mockus. Ha fatto una specia di voto, di rimanere così fino al termine del ballottaggio. “ Così mi abituo a essere osservata, giudicata, perchè ho un simbolo politico addosso. Educazione, partecipazione, trasparenza, questi sono i punti chiave. E' la prima volta che esercito il mio diritto al voto, è la prima volta che mi identifico con qualcuno che parla pensa e sente le cose come me.”
Camilo Polo di Bogotà, quasi 25 enne, ha scelto come immagine del suo profilo una bambina col cartello Mockus Presidente Verde e mi scrive di andare a controllare le cifre e le statistiche di come è migliorata Bogotà quando il suo attuale beniamino era sindaco. Alejandro Soto Rengifo sta cercando lavoro dopo aver studiato amministrazione per imprese e risponde che Mockus è un candidato apolitico, nel senso che è totalmente indipendente rispetto alla “maquinaria politica.” Ci tiene a farmi sapere che mette tutti i giorni il braccialetto di Mockus. Se al primo turno i rapporti di forza son stati così favorevoli al delfino di Uribe, dicono questi ragazzi, è per il peso delle clientele e dell'ignoranza, ma anche perchè la partecipazione al voto non è aumentata abbastanza. In questi ambienti universitari invece la spinta per una Colombia democratica, onesta e pacifica è fortissima. Con ingenuità da neofiti mi si fa notare che qualcuno farà tutte le 9 ore di bus da Bogotà a Cali per andare a votare. ( Su autobus di linea, non ci sono Mockus-bus). Non è certo questa la difficoltà maggiore, in un paese drammatico che i giovani vorrebbero giusto e colto.